Sedici anni di fedeltà alla Santa Sede

Pubblicato: Ultima modifica: luglio 14, 2017

Fatto da Maicon Beckhauser

Vincolo di unità e fiducia

La fedeltà alla Santa Chiesa ha fatto degli Araldi del Vangelo
un’istituzione in pieno sviluppo nel mondo intero.

  Scelto per proclamare la Buona Novella tra i Gentili, l’Apostolo Paolo fu preparato direttamente dalla Provvidenza per compiere un’alta missione. Alla sua adesione incondizionata a Cristo con la grazia della conversione seguì un periodo di stretto contatto con Lui, che si protrasse per tre anni (Gal 1, 17), nel corso dei quali assimilò con vantaggio sugli altri Dodici, gli insegnamenti, lo spirito e la dottrina di Nostro Signore, per poi operare opere maggiori di quelle loro (Cor 15, 10). Questa elezione gratuita fece di San Paolo un uomo atto al buon combattimento, costituito in autorità per predicare in tutto il mondo. E poiché Dio agiva in lui con grande potere, la grazia lo portò a lanciarsi coraggiosamente a proclamare la Parola al punto da dire: “Guai a me se non predicassi il vangelo!” (I Cor 9, 16). Tuttavia, sebbene lumi soprannaturali lo accompagnassero costantemente, offrendo tutti i mezzi alla fecondità delle sue opere, la presenza attiva dell’Apostolo nella comunità ecclesiale non lo dispensò da un importante gesto di sottomissione, l’obbedienza a Pietro, capo della Santa Chiesa: “dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni” (Gal 1, 18).

  Sappiamo che questo incontro precedette l’intensa, fervida e incessante azione missionaria paolina, che sarebbe sempre rimasta unita alla persona e agli orientamenti del Sommo Pontefice. E così l’Apostolo, la cui condotta ispira ancora oggi gli uomini giusti, è diventato un paradigma per coloro che ricevono un carisma dallo Spirito Santo e devono unirsi all’autorità legittima, che è costituita e sostenuta da Dio stesso (Rm 13, 1).

“Siate messaggeri del Vangelo”

  Quando una nuova istituzione nasce nella Santa Chiesa a partire dalle grazie concesse al fondatore, questi deve presentarsi ai successori degli Apostoli affinché lo confermino nella sua missione. Il fatto di collocarsi sotto l’egida dei pastori costituisce sempre un indizio dell’autenticità del carisma, poiché lo spirito di comunione ecclesiale è una costante nelle opere ispirate dallo Spirito Santo. Con gli Araldi del Vangelo questo percorso ha avuto inizio nel 1998, quando Mons. João Scognamiglio Clá Dias ha ricevuto l’approvazione diocesana per la sua nascente opera, concessa da Mons. Emilio Pignoli, allora Vescovo di Campo Limpo, nella Grande San Paolo. Favorito dalla Provvidenza, questo seme è germinato velocemente e ha iniziato a estendere i suoi rami, superando i confini diocesani per raggiungere numerosi paesi. Davanti alla necessità di accogliere le diverse case di Araldi sotto una medesima realtà giuridica, la Santa Sede ha deciso di erigerli in Associazione Internazionale di Fedeli di Diritto Pontificio in una data molto simbolica: 22 febbraio 2001, festa della Cattedra di Pietro. La mattina del 28 dello stesso mese, Giovanni Paolo II li accolse con parole che rimangono ancora oggi vive nella memoria e nel cuore di quanti hanno avuto la gioia di ascoltarlo: “Siate messaggeri del Vangelo per intercessione del Cuore Immacolato di Maria”.1 Questa prima approvazione pontificia non è stata, però, esente da un attento monitoraggio da parte di coloro che l’hanno concessa. Il sacerdote orionita Giovanni D’Ercole, all’epoca capo ufficio della Segreteria di Stato e oggi Vescovo di Ascoli Piceno, ha percorso diversi paesi per conoscere e seguire da vicino lo sviluppo degli Araldi.

Attenta analisi di Mons. Giovanni D’Ercole

Il fondatore degli Araldi riceve la benedizione di Giovanni Paolo II
Il fondatore degli Araldi riceve la benedizione di Giovanni Paolo II

Rientrato a Roma, ha poi inviato le sue osservazioni al fondatore: “Le scrivo queste righe per confidarle alcuni ulteriori commenti sulla mia visita alle case degli Araldi del Vangelo nelle tre Americhe. La prospettiva tratta col passare dei giorni mi dà la possibilità di valutare meglio alcuni punti, che ho cercato di approfondire. Era uno degli obiettivi del mio viaggio analizzare da vicino le diverse realtà degli Araldi del Vangelo, al fine di, se necessario, darvi consigli e indicazioni. Per questo, ho applicato la mia attenzione a tutto con particolare impegno. […]

  “Ho già avuto l’opportunità di dirle a San Paolo che ho fatto diverse osservazioni e ho cercato di consigliare su alcune questioni, lasciando alcuni punti da studiare meglio in futuro. […] Desidero mettere anche per iscritto che ho trovato in lei, e in generale in tutti gli incaricati con i quali ho parlato, lì e negli altri paesi, un’ottima disponibilità ad accettare le mie considerazioni. Inoltre, ho potuto appurare la vitalità e la forza di espansione di quest’opera che, in così poco tempo, si sta estendendo velocemente nel mondo intero. Voglia Dio che si continui a seguire questo cammino, e si moltiplichi al punto da raggiungere tutti gli angoli del globo. […]

  “Mi ha fatto piacere osservare, durante i giorni in cui siamo stati insieme, la modestia con cui lei agisce in tutto, non cercando mai di attirare l’attenzione su di sé. Ciò mi ha fatto concludere che questa è una delle fonti da cui provengono gli orientamenti saggi e sapienziali per gli Araldi del Vangelo in tutto il mondo”.2

Nel solco fecondo e bimillenario della Città Eterna

  Con il tempo queste impressioni non solo si sono confermate, ma anche hanno portato le autorità a prendere posizioni concrete di riconoscimento del carisma, come ad esempio la concessione di una storica chiesa del Vicariato di Roma: San Benedetto in Piscinula, eretta nel luogo dove il patriarca del monachesimo occidentale ha soggiornato durante il periodo della sua permanenza nell’urbe.

 Riguardo a questo gesto significativo, Mons. Adriano Paccanelli, Cerimoniere della Basilica di Santa Maria Maggiore, aggiunto di prima categoria della Segreteria di Stato, commenta: “Per la prima volta, la Chiesa di Roma, Diocesi del Santo Padre, affida un luogo sacro e l’attività pastorale lì svolta a un’associazione privata di laici. […] Per un disegno della Divina Provvidenza, illuminati dalla presenza materna di Maria Santissima, gli Araldi del Vangelo sono ormai parte integrante della vita e della storia della Chiesa di Roma, inserendosi nel solco fecondo del bimillenario cammino della Chiesa Cattolica che, nella Città Eterna, Sede del Successore dell’Apostolo Pietro, trova il suo centro di unità e d’irradiazione della fede”.3

Testimonianza di alcuni Cardinali su il fondatore degli Araldi del Vangelo
Testimonianza di alcuni Cardinali su il fondatore degli Araldi del Vangelo

  Il testo dell’accordo firmato dal Cardinale Camillo Ruini, all’epoca Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, riflette bene questo legame di fiducia: “La presenza dell’Associazione a San Benedetto in Piscinula costituisce un arricchimento per la Diocesi di Roma. Pertanto, l’ Ordinario dispone che la Chiesa di San Benedetto in Piscinula sia pastoralmente legata alle attività dell’Associazione Araldi del Vangelo, i cui membri esprimono la loro identità cristiana con la testimonianza di vita, con un’attenzione particolarmente riposta nell’apostolato, e vivendo la propria consacrazione battesimale, per mezzo di Maria, secondo la spiritualità di San Luigi Maria Grignion di Montfort”.

Parole del Nunzio Apostolico su Mons. João S. Clá Dias
Parole del Nunzio Apostolico su Mons. João S. Clá Dias

Cerimoniale pontificio di cinque Papi

  Il lavoro pastorale a San Benedetto ha dato l’opportunità agli Araldi di essere seguiti molto da vicino da una figura di inestimabile valore: il loro rettore, Mons. Angelo Di Pasquale. Questo sacerdote, la cui vita è stata impiegata ai servizi di alto profilo nella Segreteria di Stato, oltre all’incarico di cerimoniere pontificio per quarantadue anni, ha dato all’istituzione un orientamento sicuro dettato dalla voce dell’esperienza, che solo da pochi avrebbe potuto essere superato.

  La vicinanza con lui ha fatto sentire gli Araldi ancora più vincolati a Roma, perché il fatto che un assistente personale di Pio XII, Paolo VI, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II seguisse con vivo interesse la nuova associazione è stato un anello, senza dubbio con la più solida delle tradizioni.

  Il contatto quotidiano con gli Araldi a Roma e i diversi viaggi di Mons. Di Pasquale in Brasile gli hanno fatto stabilire un legame di rispettoso affetto con il fondatore degli Araldi, su cui è giunto ad affermare: “È venuto un uomo mandato da Dio di nome João, che ha portato alla Chiesa e ha favorito nella Chiesa lo sviluppo di questo carisma che contraddistingue gli Araldi del Vangelo e tutti coloro che partecipano alla loro spiritualità. E ho avuto l’opportunità di conoscere detto carisma da vicino, già con la sua presenza nella Chiesa di San Benedetto in Piscinula, di cui sono rettore, e visitando recentemente diverse case del settore maschile e femminile in Brasile e in Spagna. Una spiritualità veramente unica, con la vita contemplativa, che non significa non fare nulla, ma adorare il Signore, parlare con Lui e ascoltarLo; e che si manifesta nell’amore e dedizione al prossimo. E gli Araldi hanno avuto questo grande sviluppo perché hanno saputo unire alla vita attiva alla vita contemplativa, nella vita comunitaria che li fa sentire tutti fratelli e sorelle, figli dello stesso padre”.5

Parole di Mons. Claudio Hummes su Mons. João S. Clá Dias
Parole di Mons. Claudio Hummes su Mons. João S. Clá Dias

Fioriscono due Società di Vita Apostolica

  Inesauribile nei suoi doni, il Divino Spirito Santo ha fatto sbocciare in seno a questa Associazione laicale vocazioni per il sacerdozio, ispirando decine di suoi membri a consacrarsi a questo ministero per il servizio della Chiesa. La crescita dell’istituzione ha reso chiara la necessità di questo nuovo ramo: l’elevato numero di membri e collaboratori non poteva ricevere alcuna assistenza sacramentale da parte dei consacrati, e si creava così una lacuna di preti animati dal carisma.

  In una cerimonia indimenticabile realizzata il 15 giugno 2005 nella Basilica della Madonna del Carmine a San Paolo, i primi quindici presbiteri araldi hanno ricevuto l’unzione sacerdotale dalle mani di Mons. Lucio Angelo Renna, OCarm. Era lo sbocciare di un frondoso albero, che oggi conta 159 sacerdoti e 28 diaconi dediti al servizio dell’altare e alla salvezza delle anime.

  Le grazie concesse da allora dalla Provvidenza e l’ingresso di un gran numero di vocazioni non hanno tardato a richiamare l’attenzione di Sua Santità Benedetto XVI. In Luce del mondo, il libro-intervista pubblicato con Peter Seewald come coautore, egli ha dichiarato: “Si vede che il Cristianesimo, in questo momento, sta anche sviluppando una creatività totalmente nuova. In Brasile, per esempio, da un lato si registra una forte crescita delle sette, frequentemente molto fuorvianti, perché promettono essenzialmente ricchezza e successo esteriore; d’altro canto, si assiste anche a grandi rinascimenti cattolici, un dinamico fiorire di nuovi movimenti come, per esempio, gli Araldi del Vangelo, giovani pieni di entusiasmo per aver riconosciuto in Cristo il Figlio di Dio, e desiderosi di annunciarLo al mondo”.6

  Nelle giovani comunità sono diventate sempre più vive queste disposizioni, ed è nato tra i loro membri il desiderio per la consegna completa, regolata dai consigli evangelici. Per questo si rendeva necessario un nuovo inquadramento giuridico, dal momento che la struttura vigente, concepita per laici, era largamente superata.

  Così è nata la Società Clericale di Vita Apostolica Virgo Flos Carmeli, a partire dal ramo sacerdotale degli Araldi, seguita dalla Società di Vita Apostolica Regina Virginum, costituita a sua volta dagli elementi più dinamici del ramo femminile. Entrambe le società hanno avuto i loro statuti riconosciuti in modo definitivo dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica il 3 febbraio del 2010, sotto gli auspici del Cardinale Prefetto, Franc Rodé, CM.

  Convinto che stava collaborando con un’opera provvidenziale, egli ha dichiarato il giorno della consegna dei decreti: “Da quello che mi è stato dato di fare per gli Araldi del Vangelo, posso dire che non è stato inutile il mio passaggio per questo dicastero”.7

Suscitando speranza nella protezione divina

  Triplamente unita a Roma dai vincoli dell’obbedienza, la famiglia spirituale degli Araldi del Vangelo era pronta ad affrontare una realtà desolante: la perdita progressiva di cattolici in tutti i paesi in cui operavano, seguita dallo sgomento di coloro che rimanevano fedeli, contro la marea del secolarismo che sembrava trascinare tutto dietro di sé.

  Come affrontare questa situazione? Un problema che coinvolge la fede può essere risolto solo sulla base della stessa fede. Le situazioni più desolanti sarebbero state reversibili purché si mostrasse al mondo, senza la minima concessione al suo spirito, la gloria della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica e romana, lo splendore del suo culto, la perfezione della sua dottrina, così come l’efficacia dei suoi Sacramenti, la santità delle sue leggi e il potere della sua protezione ai battezzati, dal momento dell’ammissione nel numero dei cristiani fino al loro ultimo respiro, preparandoli come una madre provvida all’incontro definitivo con il Padre.

  Chiudere gli occhi di fronte alla gravità della situazione o alla probabilità di successo di questo metodo sarebbe stato non vedere il problema in tutta la sua estensione. Il Cardinale Franc Rodé ha espresso entrambi i lati della questione, affermando: “Devo dire che con tanti lamenti sentiti qua e là; con così tanto pessimismo che troviamo in alcune parti della Chiesa, di una cosa non ci rendiamo conto, siamo incapaci di vedere le enormi energie che sono presenti, ma nascoste nella Chiesa. Don João ha saputo vedere queste energie, ha saputo scoprirle, e lì state voi”.8

  Sono sorte così le iniziative che hanno sollevato le folle, mosse senza dubbio da una gioiosa, sincera e fiduciosa speranza nella protezione divina, che per molti era persa o non era mai esistita. Citiamo soltanto una testimonianza autorevole, quella del Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo Emerito di Aparecida, sull’Apostolato dell’Icona Maria Regina dei Cuori, proferita davanti a migliaia di fedeli riuniti nel Santuario Nazionale di Aparecida: “L’apostolato di promuovere la devozione alla Madonna è sempre molto benvenuto, perché è per mezzo di Maria che arriviamo a Gesù: ‘Ad Iesum per Mariam – a Gesù attraverso Maria’. In questo modo la nostra Madre del Cielo desidera che noi diventiamo, ognuno di noi, figli e figlie di Dio sempre più perfetti, discepoli e missionari di suo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo”.9

La prima necessità del nostro tempo

Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP mentre è ricevuto in udienza da Benedetto XVI
Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP mentre è ricevuto in udienza da Benedetto XVI

  Anche se la speranza che questo panorama offre è grande, si deve riconoscere che i giorni di generalizzato abbandono della fede si prolungano, sommati a un rifiuto aggressivo della società agli insegnamenti della Santa Chiesa Cattolica, la Sposa Mistica di Cristo. Questo fatto non potrebbe non attirare sull’umanità peccatrice lo sguardo severo di Dio, con tutte le conseguenze annunciate dalla Madonna a Fatima.

  In un’omelia proferita nel Santuario di Fatima, il Cardinale Giovanni Battista Re ha sintetizzato il bivio che attraversa il mondo attuale, dentro e fuori la sfera ecclesiastica: “Dal disordine e dai problemi che si sono creati sotto il cielo, in questo nostro tempo, sarà possibile uscirne soltanto se l’umanità alzerà di nuovo gli occhi al Cielo. Pertanto, la prima necessità del nostro tempo è quello di riportare Dio alle coscienze degli uomini e riaprire loro l’accesso a Dio”.10 La lucidità di queste parole ci dispensa dal commentarle, ma ci incita comunque, a trarne delle conclusioni: coloro che, come gli Apostoli, cercano di diffondere la Buona Novella devono essere incompresi dal mondo e persino perseguitati da esso.

  La fedeltà alla dottrina della Chiesa, assieme all’osservanza minuziosa degli orientamenti ricevuti dalla Sacra Gerarchia hanno reso gli Araldi del Vangelo un’istituzione in pieno sviluppo in tutto il mondo. Senza retrocedere nelle vie finora percorse, collochiamoci ai piedi di Maria per ascoltare le parole che il Figlio reclinato nelle sue braccia ci indirizza, come un tempo agli Apostoli: “Abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!” (Gv 16, 33).

Rivista Araldi del Vangelo · Luglio 2017

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1 SAN GIOVANNI PAOLO II. Udienza generale, 28/2/2001.

2 D’ERCOLE, FDP, Giovanni. Lettera del 27/11/2001. In: Araldi del Vangelo. São Paulo.
Anno I. N.2 (Febbraio, 2002); p.30-32.

3 PACCANELLI, Adriano. La Diocesi di Roma affida la Chiesa di San Benedetto in Piscinula agli Araldi del Vangelo. In: Araldi del Vangelo. São Paulo. Anno II. N.19 (Luglio, 2003); p.16.

4 Idem, ibidem.

5 HERNÁNDEZ, José Francisco. Cerimoniere di cinque Papi. Intervista a Mons. Angelo
Di Pasquale. In: Araldi del Vangelo. São Paulo. Anno IV. N.44 (Agosto, 2005); p.13.

6 BENEDETTO XVI. Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Città del Vaticano: LEV, 2010, p.89-90.

7 APPROVAZIONE DEFINITIVA DELLE COSTITUZIONI. In: Araldi del Vangelo. São Paulo. Anno IX. N.100 (Aprile, 2010); p.10.

8 FRANC, CM, Rodé. Omelia. Mairiporã, 10 maggio 2007.

9 8o PELLEGRINAGGIO AD APARECIDA. In: Araldi del Vangelo. São Paulo. Anno
XV. N.178 (Ottobre, 2016); p.26.

10 RE, Giovanni Battista. Uno squilibrio che può portare a terribili catastrofi. In: Araldi
del Vangelo. São Paulo. Anno XIV. N.168 (Dicembre, 2015); p.39.

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