Fatima, messaggio di ammonimento e annuncio della vittoria.

Pubblicato: Ultima modifica: novembre 16, 2017

Fatto da Maicon Beckhauser

Il messaggio di Fatima è destinato non solo al genere umano nel suo insieme, ma anche a ognuno di noi individualmente considerato. Che accoglienza daremo alla Celeste Messaggera?

Nella primavera del 1916, Lucia, Francesco e Giacinta conducevano una vita di pastorelli, nel piccolo villaggio di Aljustrel, fino allora praticamente sconosciuto, anche dai portoghesi. Lucia, la più grandicella, ancora non aveva compiuto 10 anni. È piaciuto alla Divina Provvidenza scegliere questi innocenti bambini per un incarico di enorme importanza e ripercussione a livello mondiale.

Un celeste messaggero

Ora, quando Dio chiama qualcuno a una missione speciale, non solo gli offre i doni naturali e soprannaturali adeguati allo scopo, ma lo prepara in anticipo, sia con la voce della grazia risuonando nel più intimo dell’anima, sia per mezzo di qualche celeste messaggero.

Nel caso dei veggenti di Fatima, la Sovrana dei Cieli e della Terra ha voluto che un Principe della corte celeste venisse a prepararli. Chi era costui?

Il regno lusitano, destinato a incrociare i mari e aprire continenti interi alla diffusione della Fede, non aveva ancora finito di nascere e già Dio aveva designato un Angelo per proteggerlo. In occasione del suo Battesimo, nel 1109, Don Alfonso Henriques, primo re del Portogallo, fu a lui consacrato, e nel corso dei secoli si affermò la devozione popolare all’Angelo Protettore dei portoghesi. Nel 1504, Papa Leone X ha ufficializzato il suo culto, istituendo la festa dell’Angelo Custode del Regno.

È stato questo l’Angelo scelto dalla Madre di Dio per preparare i pastorelli di Fatima. Ed egli ha compiuto la sua particolare incombenza in tre apparizioni consecutive, nel 1916.

Prima apparizione: “Sono l’Angelo della Pace”

Nel suo libro intitolato Era una Signora più brillante del Sole, padre Giovanni De Marchi1 fa un dettagliato racconto di queste apparizioni, che riassumiamo nelle prossime righe.

In una luminosa giornata di primavera di quell’anno, i bambini avevano portato il gregge a pascolare in un luogo denominato Loca do Cabeço. Tutto era calmo. Dopo aver recitato le loro preghiere abituali, si sono messi a giocare. Sorpresi da un forte vento che, all’improvviso, scosse gli alberi, hanno alzato gli occhi e hanno visto avanzare nella loro direzione, sopra l’uliveto, un giovane splendente come la luce del cristallo attraversato dai raggi del Sole, che subito li ha tranquillizzati, dicendo:

— Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Poi si è inginocchiato, si è prosternato con la fronte a terra e ha pregato:

— Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Ti amo! Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano.

  Dopo aver fatto dire loro questa preghiera, si è alzato e ha aggiunto:

— Pregate così. I Cuori di Gesù e Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche.

Detto questo, è scomparso, lasciando i pastorelli in un’aura soprannaturale così intensa che essi quasi non si rendevano conto della stessa esistenza, rimanendo per lungo tempo a ripetere l’angelica orazione. “Il giorno dopo, sentivano lo spirito ancora avvolto da quest’atmosfera, che solo molto lentamente è scomparsa”,2 ha scritto più tardi Suor Lucia.

Seconda apparizione: “Sopportate la sofferenza”

Passato del tempo, già in estate, l’Angelo è riapparso quando i tre bambini giocavano vicino al pozzo, nel cortile della casa di Lucia. In quest’occasione annunciò loro che avevano un’importante missione e li ha incitati a cominciare senza indugiare:

— Che fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori Santissimi di Gesù e Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici.

— Come ci dobbiamo sacrificare? – ha chiesto Lucia.

— Tutto quello che potete, offritelo in sacrificio a Dio, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra patria la pace. Io sono il suo Angelo custode, l’Angelo del Portogallo. Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione la sofferenza che il Signore vi invierà

Terza apparizione: “Consolate il vostro Dio”

Tra la fine dell’estate e il principio dell’autunno per l’ultima volta il cele gare in una grotta vicina. Lì, in ginocchio e con il volto a terra, recitavano l’orazione insegnata dall’Angelo: — Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Ti amo!…

La brillantezza di una luce sconosciuta li ha interrotti dalla loro preghiera. Si sono alzati e hanno visto l’Angelo che teneva nella mano sinistra un calice; sopra questo si librava un’Ostia, dalla quale cadevano alcune gocce di Sangue.

Lasciando il calice e l’Ostia sospesi nell’aria, si è prostrato a terra vicino ai pastorelli e gli ha fatto ripetere per tre volte questa orazione:

— Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, Ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della Terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Lui stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.

Poi si è alzato, ha dato la Sacra Ostia a Lucia e ha presentato il calice a Francesco e Giacinta, dicendo:

— Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati! Riparate i vostri crimini e consolate il vostro Dio.

Fatto questo, si è prostrato di nuovo a terra e ha pregato con loro altre tre volte l’orazione:

— Santissima Trinità, ecc. Alla fine se n’è andato, per non tornare mai più.

L’Angelo aveva compiuto il suo ruolo

I bambini, tuttavia, sono rimasti prostrati, pregando sempre la stessa supplica. Quando si sono accorti che era caduta la notte, sono ritornati a casa profondamente impressionati per tutto quanto era accaduto.

Quel giorno aveva cambiato la vita di quei piccoli, poiché ora la loro principale preoccupazione sarebbe stata quella di espiare per i peccatori, per mezzo di sacrifici e di un’assidua preghiera. L’Angelo aveva assolto il suo ruolo: essi erano ben preparati ad accogliere con occhi limpidi e cuori aperti il messaggio che la “Signora vestita tutta di bianco, più brillante del Sole”3 sarebbe venuta ad affidare loro l’anno successivo, affinché lo trasmettessero al mondo intero.

Che messaggio è questo? A chi è destinato? Com’è stato accolto?

Annuncio del Regno di Maria

Una parte essenziale del messaggio, la Vergine Santissima lo ha trasmesso già durante la prima apparizione presentandoSi a mani giunte e portando nella destra un Rosario. Era un gesto che rafforzava, con muto ed eloquente incentivo, l’esortazione ripetuta in tutte le apparizioni: “Pregate il Rosario tutti i giorni”.4 Sollecitava anche che si avesse devozione a Lei, per volontà di Dio: “Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.5

Oltre a questo invito, bisogna evidenziare nel messaggio di Fatima due idee fondamentali, la prima delle quali è: Dio è molto offeso per i peccati che stanno aumentando giorno dopo giorno. Se essi non smettono di essere commessi, il mondo soffrirà una terribile punizione, nella quale varie nazioni saranno annientate.

Ha osservato bene a questo proposito il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira: “I peccati dell’umanità sono diventati di un peso insopportabile nella bilancia della giustizia divina. Questa [è] la causa recondita di tutte le miserie e disordini contemporanei. I peccati attirano la giusta collera di Dio. I castighi più terribili minacciano, dunque, l’umanità. Perché non sopravvengano, è necessario che gli uomini si convertano”.6

La seconda idea dominante del messaggio è: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà”.7 È la più incoraggiante delle profezie, fatta personalmente dalla Regina dei Profeti. L’uso del verbo trionfare indica un’assoluta certezza nella vittoria finale della Santa Chiesa, ottenuta in forma splendida e schiacciante. In altri termini, Fatima annuncia l’instaurazione del Regno di Maria previsto da San Luigi Maria Grignion de Montfort8 e diversi altri Santi.

Il materno messaggio è stato rifiutato

Un grande errore sarebbe credere che, a Fatima, la Madonna abbia parlato soltanto agli uomini di quell’inizio del secolo. Più che a loro, le sue profetiche parole sono dirette a noi, in questo terzo millennio. “Sembrano dette per i nostri giorni, per la nostra Patria, per ognuno di noi, per te, lettore…”.9

Cento anni sono trascorsi e, mentre i decenni si succedevano l’uno dopo l’altro, il genere umano affondava irrimediabilmente nei peccati più abominevoli, in modo tale che oggi soltanto una cosa può causare sorpresa: il ritardo nello scatenare il castigo purificatore preannunciato dalla Madre di Misericordia.

L’avvertimento materno fatto dalla Vergine delle vergini nel 1917, a Cova da Iria, è stato, dunque, brutalmente rifiutato dall’umanità.

Lei stessa ci prepara agli eventi

Abbiamo commentato all’inizio di quest’articolo come la Madonna abbia inviato sulla Terra l’Angelo Custode del Portogallo con l’incombenza di preparare i pastorelli di Fatima alle sue apparizioni, le quali, a loro volta, preparano gli uomini alla venuta del premio e del castigo.

Se come ben ha osservato Mons. João Scognamiglio Clá Dias, “quanto più importante è l’avvenimento previsto, tanto maggiore è la grandezza dei segnali che lo precedono, l’autorità dei profeti che lo annunciano e il tempo di attesa”,10 si comprende che, dopo aver inviato l’Angelo con l’obiettivo di preparare tre innocenti bambini alle sue apparizioni a Fatima, Maria Santissima è voluta venire, di persona, per prepararci ai grandiosi eventi da Lei stessa profetizzati.

Entusiasta del messaggio di Fatima e profondo conoscitore della Storia, il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira commentava ancora: “L’Impero Romano d’Occidente si è concluso con una catastrofe illuminata e analizzata dal genio di un grande Dottore, che è stato Sant’Agostino. Il tramonto del Medioevo è stato previsto dal grande profeta qual è stato San Vincenzo Ferrer. La Rivoluzione Francese, che segna la fine dei Tempi Moderni, è stata prevista da un altro grande profeta che è stato allo stesso tempo un grande Dottore, San Luigi Maria Grignion de Montfort. I Tempi Contemporanei, che sembrano nell’imminenza di chiudersi con una nuova crisi, hanno un privilegio maggiore. La Madonna è venuta a parlare agli uomini”.11

C’è, tuttavia, una grande differenza tra questi profeti del Nuovo Testamento e la Celeste Messaggera della Cova d’Iria. “Sant’Agostino non ha potuto che spiegare alla posterità le cause della tragedia cui assisteva. San Vincenzo Ferrer e San Luigi Grignion de Montfort hanno cercato invano di deviare la tormenta: gli uomini non li hanno voluti ascoltare. La Madonna spiega i motivi della crisi e indica il loro rimedio, profetizzando la catastrofe nel caso gli uomini non La ascoltino. Da ogni punto di vista, per la natura del contenuto come per la dignità di chi le ha fatte, le rivelazioni di Fatima si elevano, dunque, al di sopra di tutto quanto la Provvidenza ha detto agli uomini nell’imminenza delle grandi burrasche della Storia”.12

Si tratta, pertanto, di due preparazioni. La prima, fatta da un alto Principe della corte celeste; la seconda, dalla stessa Madre di Dio. La prima ha ricevuto dai veggenti di Fatima un’ottima accoglienza; alla seconda, l’umanità ha risposto finora con il più terribile rifiuto ai materni appelli e ammonimenti della Vergine Santissima…

E noi, come celebreremo il prossimo centenario delle apparizioni? Non stiamo ricevendo un’altra opportunità per accoglierle bene? Volgiamo i nostri cuori alla Madonna e rispondiamo effettivamente alla sua chiamata alla conversione e al cambiamento di vita, per poter, passata la tormenta, contemplare il trionfo del suo Cuore Immacolato.

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1 Cfr. DE MARCHI, ICM, Giovanni M. Era uma Senhora mais brilhante que o Sol. 8.ed. Fatima: Missioni Consolata, 1966, p.71-76.

2 MARTO, Lucia di Gesù, apud DE MARCHI, op. cit., p.73.

3 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Fátima, Auro ra do Terceiro Milênio. São Paulo: ACNSF, 2002, p.21.

4 MARTO, Lucia di Gesù. Memórias e cartas, apud CLÁ DIAS, op. cit., p.23.

5 Idem, p.25.

6 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Fátima: explicação e remédio da crise contemporânea. In: Catolicismo. Campos dos Goytacazes. Anno III. N.29 (Maggio, 1953); p.2.

7 MARTO, Lucia de Jesus. Memórias e Cartas, apud CLÁ DIAS, op. cit., p.28.

8 Cfr. SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Traité de la vraie dévotion à la Sainte Vierge, n.217. In: Œuvres Complètes. Paris: Du Seuil, 1966, p.634-635.

9 CLÁ DIAS, op. cit., p.13.

10 Idem, p.14.

11 CORRÊA DE OLIVEIRA, op. cit., p.1-2.

12 Idem, p.2.

Rivista Araldi del Vangelo – Gennaio 2017

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